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Bon-ton
Storia
del matrimonio
Dillo
con i fiori
Pillole
di saggezza
Ridete
con noi
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Nel Medio Evo e nel Rinascimento gli abiti nuziali erano sempre
molto colorati, e venivano di solito indossati anche durante le
feste. Il colore prevalentemente usato il rosso, perchè si riteneva
che propiziasse le nascite.
Già nell'antica Grecia le spose indossavano tuniche bianche quale
simbolo di gioia, non di verginità e purezza. Le spose romane
erano avvolte da veli gialli e arancioni mentre quelle cinesi
vestivano in rosso. Rosso è ancora oggi il colore dell'abito delle
spose indiane; le spose longobarde indossavano una tunica nera,
mentre le bizantine delle classi più ricche indossavano vesti
di seta rossa arricchite da ricami in oro e pietre preziose.
Il Cristianesimo fece del velo il simbolo della sottomissione
a Dio e al marito. Era in uso nelle famiglie nobili tramandare
di generazione in generazione veli molto preziosi come un vero
tesoro di famiglia. In Italia la famiglia della sposa forniva
in dote alla figlia gli abiti, la biancheria e gli accessori,
affinché lo sposo, durante il primo anno di matrimonio, non dovesse
sostenere ulteriori spese per l'abbigliamento della moglie.
In Italia fino a tutto l'Ottocento, le nozze religiose si celebravano
solo ed esclusivamente la sera, in casa della sposa, seguite da
danze e rinfreschi. E' tutta francese l'usanza di celebrare i
matrimoni di mattina. Alla fine del 500 nascono dei capolavori
in miniatura d'oro, di pietra dura, di cristallo e di smalto al
cui interno si potevano trovare dei piccoli dolci dal francese
bon-bon.
I meno ricchi utilizzavano sacchetto di carta o di stoffa con
dentro i dolcetti, come portafortuna.
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