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Bon-ton
Storia
del matrimonio
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La convivenza è l'accordo più antico tra l'uomo e la donna, accordo
indispensabile per la formazione di un nucleo famigliare.
Questo tipo di contratto detto matrimonio univa l'uomo e la donna
nella vita spirituale e pratica in cui la donna era con pochissime
eccezioni la parte più debole.
La parola matrimonio deriva dal latino matrimonium e ha per radice
mater che significa madre. Il matrimonio veniva utilizzato dall'uomo
per sottomettere la donna prendendone possesso come moglie e solo
successivamente con il diritto Romano diventò un accordo libero
fra due persone, anche se la parità fra uomini e donne dopo il
matrimonio apparteneva solo alla cultura egiziana.
D'amore ancora non si parla e la storia nel corso degli anni ha
posto restrizioni diverse dove gli unici requisiti necessari a
contrarre matrimonio erano l'appartenenza a una stessa religione,
a una stessa razza, a una stessa classe sociale e la posizione
economica dei contraenti.
I Sumeri, gli Assiri e i Babilonesi vedevano il matrimonio esclusivamente
come un contratto tra due persone così come gli antichi Greci
che contraevano matrimonio solo ai fini economici e sociali lasciando
in disparte l'amore che veniva trovato tra le cortigiane e amanti
omosessuali.
Anche nell'antica Roma il matrimonio veniva concordato tra i genitori
quando i futuri sposi erano ancora dei fanciulli.
Spettava al ragazzo regalare un anello di fidanzamento alla ragazza,
in metallo prezioso o di ferro, su cui erano incise due mani che
si stringevano. Il matrimonio avveniva dopo pochi anni con rito
religioso. La sposa indossava un velo arancione con una corona
di fiori d'arancio. La firma del contratto di matrimonio concludeva
il rito. La neo sposa superare la soglia di casa fra le braccia
del marito, pratica comune tanto ai Romani che ai Greci.
Con la fine della Repubblica, il matrimonio avveniva prevalentemente
con rito civile. Lo sposo, davanti ai testimoni, chiedeva alla
ragazza se voleva diventare madre di famiglia, dopo aver accettato
la sposa domandava allo sposo se voleva diventare padre di famiglia,
questo era sufficiente ad unirli in matrimonio.
Il Divorzio era ammesso e non era difficile vedere uomini o donne
che si sposavano quattro o cinque volte. Lo stesso Cesare si sposò
4 volte, Cicerone divorziò dalla moglie per sposare una ragazza
più giovane della figlia Tullia.
In tutte le culture furono proibiti i matrimoni incestuosi, tra
figli e genitori, mentre il matrimonio tra fratelli e sorelle
in alcune civiltà veniva addirittura imposto come nell'Antico
Egitto, in Persia, fra gli incas, in Uganda, alla Hawaii e nello
Sri Lanka.
Con l'avvento del Cristianesimo il matrimonio assume il valore
di sacramento con l'unico scopo della procreazione. Ma la sacralità
dell'unione tra marito e moglie determinò l'indissolubilità del
legame senza possibilità di scioglimento volontario. Posizione
ancora oggi mantenuta dalla Religione Cattolica, da quella Ortodossa
e quella Induista che considerano il matrimonio come un vincolo
indissolubile e ne concedono lo scioglimento soltanto in casi
eccezionali e dopo aver consultato organismi preposti alla valutazione
come il tribunale della Sacra Rota per quanto riguarda la Chiesa
Cattolica.
Durante il Medioevo il matrimonio fu solo un legame di interesse
e l'amore ebbe una natura esclusivamente spirituale.
Le cose non cambiano nel Rinascimento dove i matrimoni veniva
contratti allo scopo di unire e rafforzare le famiglie e i patrimoni,
in cui le donne non hanno nessun ruolo se non quello di apportare
ricchezza al marito. Il matrimonio, come un meccanismo perfetto,
contribuiva a rendere diseguale la distribuzione della ricchezza,
marcando maggiormente le diversità di classe. I valori ed i privilegi
dei gruppi sociali dominanti restavano immutati e con le successioni
patrimoniali controllavano e azzeravano ogni forma di mobilità
sociale.
Il concetto di fedeltà è ancora molto lontano dalla mentalità
maschile e nel 600 monarchi e re sostenevano l'inutilità della
fedeltà alla moglie trovando conforto tra le braccia di giovani
amanti.
Finalmente arriva il 700 ed i popoli stanchi dell'arroganza e
delle regole imposte dell'aristocrazia, riscopre i valori dei
diritti dell'uomo, tipici delle società moderne. Con l'arrivo
del pensiero liberale dato dalla rivoluzione americana e francese
comincia a cambiare il senso comune del matrimonio, da semplice
contratto economico si trasforma in promessa d'amore, concetto
consolidato successivamente nell'800 con il romanticismo che ha
esaltato i sentimenti e l'amore.
Ed è dall'800 infatti che hanno origine gran parte delle tradizioni
ancora oggi in uso quali l'abito lungo bianco, i guanti, la torta
nuziale il ricevimento.
I concordati tra Stato e Santa Sede conosciuti Patti Lateranensi
o Concordato Lateranense, hanno sancito le regole di interazione
tra l'aspetto civile e quello religioso del matrimonio.
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